Luca Viapiana nasce nel 1977 a Catanzaro. Dice di sè:

Credo in poche cose, tra queste le arti visive e audiovisive. Ho sempre considerato la pratica dell’arte un fatto di metodo figlio dell’applicazione e dell’analisi. Poi tecniche e concetti si dissolvono e resta quel qualcosa che ogni artista crede sia, o ha creduto fosse, urgente comunicare.

Muove da una formazione pittorica tradizionale alla quale segue un lungo percorso da autodidatta in cui sperimenta registri comunicativi diversi che, alla luce di un approccio lucidamente interdisciplinare, risultano col tempo felicemente complementari.

Da bambino frequentavo lo studio di un pittore impressionista catanzarese, e praticando molto disegno dal vero ho preso confidenza con le proporzioni e ho capito il valore dell’osservazione. Crescendo ho testato materiali e linguaggi, dalle pale di fico d’india alle sabbie, dalla pittura ad olio al writing urbano. Un po’ di tutto, un po’ di niente. Nel 1995 mi sono stabilito a Firenze, dove ho dipinto con foga e costanza, animato dall’ambizione ingenua e bellissima di sintetizzare su tela chissà quale segreto epocale.

Nel 2001, utilizzando gli scontrini fiscali da lui prodotti nell’arco di un viaggio in moto, realizza la sua prima opera in carta termica, un autoritratto, inaugurando una tecnica unica che elegge presto a suo modus comunicandi. Chiedendo a determinate persone di fornirgli i loro scontrini ed utilizzando in ogni opera solo quelli provenienti da singoli soggetti, confeziona opere in cui la componente materica della carta fotosensibile si fonde con il valore concettuale ed evocativo di un testimone cartaceo capace di raccontare segmenti di esistenze. “Le singolari tecniche miste di Luca Viapiana sono una miscela di mitologia senza tempo, estetica contemporanea e realtà quotidiana” (Justine McCullough, ArtisSpectrum Magazine NY).

Nel 2002, mentre sta per laurearsi in Legge nell’ateneo fiorentino, un incidente stradale lo rende tetraplegico e gli fa abbandonare transitoriamente la pittura. Desideroso di acquisire nuovi strumenti, nel 2005/06 si sposta a Prato, dove intraprende lo studio del Film Making e diventa allievo dello sceneggiatore Nicola Zavagli. Negli anni successivi scrive e dirige per Zatita Production diversi audiovisivi, spaziando dal film documentario alla satira politica, spingendosi fino allo psicodramma (il cortometraggio La giostra viene selezionato per il Magna Grecia Film Festival 2006, che in quella edizione vede in giuria Ettore Scola, Mario Monicelli e Ugo Gregoretti.)

Relativamente alla documentazione o riformulazione di un qualsiasi fenomeno in chiave artistica, mi sono approcciato alla Scrittura sfruttando anche gli insegnamenti tratti dal Disegno. Dopotutto, essendo entrambe pratiche strutturate su un sistema di simboli complesso, sono attività che presentano diversi punti di contatto. Ogni parola cela un pregrafismo, ogni bozza custodisce un ideogramma.

Grazie a molto esercizio, necessario per superare la sopraggiunta incapacità di esercitare pressione con la mano, e con il supporto di uno speciale guanto da lui disegnato, a partire dal 2008 Viapiana si riappropria gradualmente della pittura. A Milano EXPO 2015, con la cena mistica in carta termica “Emmaus”, rappresenta la Calabria a fianco dei grandi Maestri dell’arte italiana antica e contemporanea. Il Prof. Vittorio Sgarbi, curatore dell’esposizione che la ospita, “Il Tesoro d’Italia”, in un’intervista definisce l’opera “commovente”.   

Nel 2015/16, dopo una gestazione durata anni, presenta un mazzo di carte da gioco composto da 40 illustrazioni dedicate alla città di Catanzaro. Le opere de Il Mercante in Fiera Catanzarese, realizzato a Treviso dal rinomato marchio Dal Negro, entrano a pieno titolo nell’immaginario cittadino e trovano efficaci declinazioni anche nel campo dell’arredo di interni.

Perché disegnare un Mazzo di Carte su Catanzaro? Perché è bello lasciarsi condurre da quell’istinto primo e nostro chiamato Gioco; perché contemplare con occhi ingenui regala immagini migliori e due grammi di Innocenza; perché identificarsi è una rischiosissima forma d’Amore.

“Luca Viapiana ci restituisce una città che non esiste se non nella realtà immaginifica che ogni cittadino può ritrovare in se stesso. Il luogo diventa archetipo, la tipologia leggendaria; eppure in ogni singolo attore di questa straordinaria teatralità sembriamo riconoscerci” (Stefano Morelli, curatore della mostra “Il Mazzo“).

Parallelamente a pittura e grafica, Viapiana si dedica anche a progetti di natura schiettamente estemporanea. Nel 2016/17, raccogliendo per strada manifesti recanti messaggi testuali di contestazione o commemorazione diffusi da gruppi di tifo calcistico organizzato, realizza una originale serie di Anagrammi in cui testi dai toni perentori vengono rielaborati in chiave aulica.

 

RIEPILOGO

ATTIVITA’ RECENTI

2016

Mostra di opere grafiche “Il Mazzo di Luca Viapiana”, a cura di Stefano Morelli.

Ottobre – Gennaio 2016. Local Popular Museum, Catanzaro.

2016

Realizzazione de “Il Mercante in fiera catanzarese”.

Stampato da Dal Negro, Treviso. Prodotto da Zatita Production.

2015
Mostra di pittura “Il Tesoro d’Italia”, a cura di Vittorio Sgarbi.

Maggio – Ottobre 2015. Padiglione Eataly, Milano EXPO.

2015
Mostra di pittura “Expo Arte Contemporanea”, a cura di Vittorio Sgarbi.

Maggio – Ottobre 2015. Villa Bagatti Valsecchi, Milano EXPO.

2015
Mostra di pittura “Inchiostropagano”.

Maggio 2015. Evento collaterale a Primavera dei teatri, Castrovillari, Cosenza.

2014
Mostra di pittura “Concentrica”, a cura di Stefano Morelli.

Dicembre – Gennaio 2015. Ex Ars Nova, Catanzaro.

2014.
Mostra di pittura “Sensorial Perspectives”, a cura di Angela Di Bello.

Marzo – Aprile 2014. Agora Gallery, New York.